Caparezza – Canzone All’Entrata

22 04 2014

Informazioni di base:

  • Artista: Caparezza;
  • Album: Museica;
  • Anno di pubblicazione: 2014;
  • Genere: rap.

Il testo:

In coda si chiedono cosa architetti di strano
“Io?! Cosa architetto di strano?”
Boh, pensavo a Lucia Mondella nel letto che dice “Renzo, Piano!”
Vengo da te, “dove sei finito?”, fuggo da te, “sei finito!”
Fa parte del gioco come il sorriso nella tua foto di rito
Come quando ti accuso di darmi sempre torto, è parte del gioco
Se mi rispondi che non è vero, mi hai dato torto, è parte del gioco
Questo è l’album che non vedi l’ora di sentire
Soprattutto tu che non vedi l’ora di dissentire

Non mi chiamare più Capa, chiamami pala eolica sulla statale
Se per le rime che scrivo (schivo) provi un trasporto eccezionale
Se invece sta roba ti provoca dissenteria, tu dillo di pancia
Sono abituato ai piedi in faccia, sono della bilancia
E non parlo di ghetto perché io vengo dalla terra di Banfi
Se parlassi di ghetto tu capiresti l’animaletto coi baffi
Se mi stai ascoltando e pensi “Capa, ma che pezzo originale”
Sei più banale dell’allusione sessuale sulle banane
Amici miei, amici miei
Non dite cose messe alla cazzo come gli effetti del CDJ.

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Caparezza – Non Me Lo Posso Permettere

21 03 2014

Informazioni di base:

  • Artista: Caparezza;
  • Album: Museica;
  • Anno di pubblicazione: 2014;
  • Genere: rap.

Il testo

Come medico non posso farmi un tattoo sulla faccia, non me lo posso permettere
come donna ho peli sulle gambe e le braccia e non me li posso permettere
quando supero gli ‘anta metto su panza, lascio i capelli sul pettine
vorrei provarci con te, ma ho la faccia da rettile, non me lo posso permettere
pensioni come i senatori non me le posso permettere
stasera niente cena fuori, non me la posso permettere
e tra l’altro qui passano i mesi ma non ho riscosso per niente, man
era meglio la Roma dei sette re, di un futuro che fa bubu settete
non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
non me lo posso permettere… quindi ti dico di no!

Non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
e non ci devo riflettere, te lo dico a chiare lettere,
non me lo posso permettere… quindi ti dico di no!

Un energumeno mi tampona, io mica fiato, non me lo posso permettere
chiedi lumi tu, Looney Toons, sarei l’ osso per Ettore
credo nell’onestà, la disillusione non me la posso permettere
ma la bici l’attacco con 4 catene, troverò un posto per metterle
scordare l’Hatù e poi fare del sesso, non me lo posso permettere
sbagliare la curva e tifare lo stesso, non me lo posso permettere
vorrei buttarmi in un’impresa come un opossum nel nettare
finisce che invece mi butto di sotto ed è meglio di no.

Non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
e non ci devo riflettere, te lo dico a chiare lettere,
non me lo posso permettere… quindi ti dico di no!

Mayday, ripetere, segnali dal cosmo nell’etere,
anni 10, parola d’ordine: “Non me lo posso permettere!”
invasioni di freegani, militari davanti ai containers
cibo buttato dall’ipermercato e la rabbia di Atene
giro tondo, casca il mondo, casca la company
nel limbo, collezionisti sul lastrico, sotto l’asta di Sotheby’s
vorrei dormire sereno ma mi sveglio sempre all’alba
mi sa che serve un colpo gobbo degno di Esmeralda

Non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
e non ci devo riflettere, te lo dico a chiare lettere,
non me lo posso permettere, non me lo posso permettere
non me lo posso permettere… quindi ti dico di no!





Caparezza – Cover

20 03 2014

Informazioni base:

  • Artista: Caparezza;
  • Album: Museica;
  • Anno di pubblicazione: 2014;
  • Genere: rap.

Il testo:

In principio era il verbo, gerundio, Innuendo
Il giocoliere dei pianeti in pieno allenamento
creò la terra fragile come quella degli Yes
Leggenda come Bob nel very best
Poi l’uomo e la donna nudi, two virgins
nove mesi, l’ostetrica “su spingi”
dal piacere sconosciuto e condiviso
il mio cuore pulsa come la pulsar dei Joy Division

Il parto nella piscina è andato bene, sai
ci ho trovato pure il dollaro di Nevermind
Per i fumetti il primo dei tragitti
signora Janis mi dia le strips di Cheap Thrills
In classe mangio una banana che mi dà
quindici minuti di notorietà
underground, Velvet
foto di gruppo ma non vedrai il rapper
la mia scuola si chiama Sergeant Pepper’s

Cover
I was born and I will rap
I was dead until the cover
I raise my head and I realize
that all my life was on a cover

Crescere diventa una tortura come
ho gli occhi del ragazzino di War (yu-hu)
Meno sognanti, più disillusi, più tristi
il mondo mi dà le spalle come Bruce Springsteen
Paura del buio che non cede
Demoni sugli alberi come gli Iron Maiden
Nella dannata adolescenza che ora mi dipinge
come un ca££one con i jeans, Sticky Fingers
tutto ciò che so
è che bramo il microfono dell’Eminem Show
suonare musica per le masse
da casse rosse come quelle dei Depeche Mode
concerti così fighi che li rivedrei
tra rock…
capelli ricci ma chi sei, da dove sbuchi
non lo so ma sono esploso, Green Day Dookie

Cover
I was born and I will rap
I was dead until the cover
I raise my head and I realize
that all my life was on a cover
Cover

Cover over me

Gli adulti sono grassi e malinconici
spesso prendono granchi più dei Prodigy
ma io mi spezzerei la schiena in ogni kermesse
pur di fare un passo avanti come i Madness
ho un bel sound, ma poi lo perdo
e passo l’estate a dar da mangiare alle capre Pet Sounds
infelice mi imbatto in uno di questi boeing
che si schianterà pilotato dai Beastie Boys
e infatti perde quota e qui rischio
l’espressione è il primo disco dei King Crimson
mi metto a pregare
ma dall’84 il mio angelo è fuori a fumare con i Van Halen
casomai mi cercaste
sono tra le carcasse di Master Of Puppets
come uno spettro veglierò su di voi
dalla faccia oscura della luna del disco dei Pink Floyd

Cover
I was born and I will rap
I was dead until the cover
I raise my head and I realize
that all my life was on a cover
Cover

Cover over me





L’Ottavo, Capitolo – CapaRezza

15 03 2011

Informazioni sul testo:

  • Artista ed interprete: Michele Salvemini (in arte CapaRezza);
  • Album: Il Sogno Eretico;
  • Anno di pubblicazione: 2011;
  • Genere: Rap;
  • Premi vinti: nessuno;
  • Sito ufficiale dell’artista: http://www.caparezza.com/.

Il testo

L’OTTAVO, CAPITOLO

Cosa non ho fatto in vita mia, ballare?
Compare, invitami a ballare

Se arriva un P.R. nel camerino, gli spacco il cranio e gli porto via il palmare

Sudi come in hammam perchè quando parlo ti paio un hooligan
Sì, violento, perchè così fan tutti,
già, sii violento così tutti fan

Un migliaio nella sala mi aspetta,
mi metto il saio come in una strana setta,
Salgo su, grido “Su, su”
tutti saltano come specchietti in una strada stretta.

“CapaRezza, non cambiare posizione”
Chi? Quando? Cosa? Come?
Me lo ricordo, proferiva il mio nome, mo me lo ritrovo a preferire il mio clone

Mi dirado, mi deridi,
ti fidi, diffidi,
mi tratti, ritratti,
mi reciti, mi recidi
ero convinto, mo sono contrito
L’ottavo capitolo,
l’ottavo, capitolo
ero convinto, mo sono contrito
L’ottavo capitolo,
lottavo, capitolo

Tranquillo, sono contrito, non con tritolo,
faccio la conta ma me ne frego se non ti trovo,
trovo, trovo me singolare
come la terza persona del verbo fare al passato remoto.

Come Giuda, rinnego e ti mollo,
senza Giuda cosa porteresti al collo?

La sinistra mi da assillo politico,
la destra mi torna buono quando me lo scrollo.

E con questo tocco il fondo di verità:
amo gli autori, detesto le autorità.

Dici che ho una gran testa, sì, ma io sono una gran testa di ca…
Dica! Guardi che so’ pazzo
Io ce l’ho con tutti, ma mai col Jackson

Chissà perché mi sento un sommelier nel senso che penso di reggerlo un fiasco

Mi dirado, mi deridi,
ti fidi, diffidi,
mi tratti, ritratti,
mi reciti, mi recidi
ero convinto, mo sono contrito
L’ottavo capitolo,
l’ottavo, capitolo
ero convinto, mo sono contrito
L’ottavo capitolo,
l’ottavo, capitolo

Qui si mette male
“Preparati al peggio”
Me le vuoi suonare?
“Preparati, arpeggio”
Vuoi lasciarmi un segno?
“Preparati al seggio”
Mi vuoi al buio?
“Preparati, albeggia”

Amo ‘sta landa, non tramando, ma tramandandola,
devi credermi se ti dico che sto ammirandola.

Parlo a vanvera,
di me non ha un buon ricordo nemmeno Pico Della Mirandola.

Io mi guadagno da vivere con l’intuito,
pagami, quando accuso non sono gratuito

Nel mio romanzo fantasy sono un druido,
ecco perché poi quando scrivo vado fluido.

Nella mia vita in discesa tipo scivoli
urto spigoli dopo aver bevuto slivovitz.

Mi sbattevo per farti capire i testi,
adesso, adesso me ne sbatto i testicoli

Mi dirado, mi deridi,
ti fidi, diffidi,
mi tratti, ritratti,
mi reciti, mi recidi
ero convinto, mo sono contrito
L’ottavo capitolo,
l’ottavo, capitolo
ero convinto, mo sono contrito
L’ottavo capitolo,
l’ottavo, capitolo.





Ti Sorrido Mentre Affogo – CapaRezza

15 03 2011

Informazioni sul testo:

  • Artista ed interprete: Michele Salvemini (in arte CapaRezza);
  • Album: Il Sogno Eretico;
  • Anno di pubblicazione: 2011;
  • Genere: Rap;
  • Premi vinti: nessuno;
  • Sito ufficiale dell’artista: http://www.caparezza.com/.

Il testo

TI SORRIDO MENTRE AFFOGO

Leggere Shakespeare, questo è il vero problema.
A fine stagione elettorale sconti della pena.
Il Lambro che cos’è? Un fiume in pena.
Odio le girandole perché mi tolgono il respiro.
Ai sistemi operativi io preferisco la biro.
Se la sala è piena il film fa schifo.
Ostentare la modestia è una cosa da superbi.
Anche gli incorruttibili si fanno influenzare dai germi. Chi veste a caso non è sempre di facili costumi.
Il pregiudizio ti sballa più degli acidi che assumi.
Le persone provinciali sono tutte un po’ comuni, sono tutte un po’ comuni, sono tutte un po’ comuni.
Non mi interessa essere capito mi interessa essere. Capito? Essere! Capito?
Non mi interessa essere capito mi interessa essere. Capito? Essere! Capito?
Alle votazioni gli indecisi sono decisivi.
I colletti bianchi stavano in banchi di collettivi.
Vedi Satana dappertutto, sei sei sei pazzo.
Il mio ultimo piano sarà salire sul terrazzo.
Chi guadagna da vivere non guadagna da morire.
Sono un rapper al tramonto quando arriva l’imbrunire. Puoi fare accordi con tutti ma non farli con il sire, non farli con il sire, non farli con il sire.
Non ho voglia di andare d’accordo, ho voglia di andare. D’accordo?
Di andare. D’accordo?
Non ho voglia di andare d’accordo, ho voglia di andare. D’accordo?
Di andare. D’accordo?
Fare dischi di denuncia o fare dischi da denuncia?
La parola spesso è più importante di chi la pronuncia.
Quando la mia voce ti molesta eiaculo e godo.
Io sarei un ragazzo a modo se solo ci fosse un modo e per non terrorizzarti ti sorrido mentre affogo, ti sorrido mentre affogo, ti sorrido mentre affogo.




La Ghigliottina – CapaRezza

15 03 2011

Informazioni sul testo:

  • Artista ed interprete: Michele Salvemini (in arte CapaRezza);
  • Album: Il Sogno Eretico;
  • Anno di pubblicazione: 2011;
  • Genere: Rap;
  • Premi vinti: nessuno;
  • Sito ufficiale dell’artista: http://www.caparezza.com/.

Il testo

LA GHIGLIOTTINA

Caro Danton, mon ami Danton,
dimmi come si fa la revolution
tra chi mi tira di qua chi di là come fossi
un volano da badminton.
Sai, oh, a furia di tirare, la giacchetta
è diventata un saio!
Non posso stare dietro a tutti i piani
perché non chiami Rachmaninoff?
Guarda!
Un’altra delegazione
sui tetti come il Telegattone
ma dal re nessuna reazione,
come guardare in tele un cartone,
come se niente fosse,
zone rosse, poi come se niente scosse.
Chi fa sciopero della fame ci rimane,
che ci rimane? Sommosse

Danton, si mette male.
Qui ti vogliono arrestare
e magari t’accoppano dando la colpa alla tromba
delle scale!

E sono cose come questa che fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.
Le situazioni come questa ti fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.

Contestazioni negli atenei,
cortei, No-qualcosa-Day
ma il re si gratta gli zebedei
più di Tom Hanks in Cast Away,
L’opposizione ha il K-way,
fa più acqua di un Canadair,
all’opposizione io vorrei Joey Ramone:
‘Gabba Gabba Hey!’.
Ma vedo leader narcolettici,
si addormentano parlando nei TG.
Col carisma di Ciccio di Nonna Papera
non convinci gli scettici..
Ti incateni al cancello? Ma noo!
Nessuno ti darà una mano!
Senti me, fuggi che
qui ti danno una mano di antiruggine!

Danton, ci danno addosso,
chi informa verrà rimosso.
Cara liberté mi sa che
qui per te non c’è più posto!

E sono cose come questa che fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.
Le situazioni come questa ti fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.

E sono cose come questa che fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.
Le situazioni come questa ti fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.

Muoviamoci Danton, selliamo lo stallon,
armiamoci di casse non di cluster bombs,
festanti come bande di bandoneon
saremo noi, Danton, Robin Hood e Little John,
Lennon e Yoko Ono con il rock & roll,
Sancho e Don Chisciotte, Titania ed Oberon.
All’attacco del re che passa con la claque
ammassa i tuoi garçons, Georges Jacques Danton

E sono cose come questa che fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.
Le situazioni come questa ti fanno perdere la testa.
Ti fanno perdere la testa per farti perdere.
Non perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere la testa, non devi
perdere, non devi perdere.





Non Siete Stato Voi – CapaRezza

15 03 2011

Informazioni sul testo:

  • Artista ed interprete: Michele Salvemini (in arte CapaRezza);
  • Album: Il Sogno Eretico;
  • Anno di pubblicazione: 2011;
  • Genere: Rap;
  • Premi vinti: nessuno;
  • Sito ufficiale dell’artista: http://www.caparezza.com/.

Il testo

NON SIETE STATO VOI

Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro i lupanari.
Non siete Stato voi
che trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.
Non siete Stato voi
che siete uomini di polso forse perché circondati da una manica di idioti.
Non siete Stato voi
che sventolate il tricolore come in curva
e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi
né il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un’udienza.
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda
ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi
sperando che vi rinfranchi.
Non siete Stato voi
che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato voi. Non siete stato voi. Non siete stato voi.

Non siete Stato voi,
uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi, con gli anfibi sulle facce disarmate
prese a calci come sacchi di rifiuti.
Non siete Stato voi, che mandate i vostri figli al fronte come una carogna
da una iena che la spolpa.
Non siete Stato voi, che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa.
Non siete Stato voi, maledetti forcaioli impreparati,
sempre in cerca di un nemico per la lotta.
Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati
salvo venerare quello nella grotta.
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi
e la Costituzione sotto i piedi.
Non siete Stato voi,
che meritereste d’essere estripati come la malerba dalle vostre sedi.
Non siete Stato voi. Non siete Stato voi. Non siete stato voi. Non siete stato voi.

Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure.
Non siete Stato voi
che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei genitali.
Non siete Stato voi
che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali.
Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete voi,
confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi
e che il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno di voi,
implicato in ogni sorta di reato fissa il magistrato e poi giura su Dio:
“Non sono stato io. Non sono stato io. Non sono stato io. Non sono stato io.”